Il Decreto Legge n. 38/2026 introduce un’importante ed attesa novità sull'iperamortamento per le imprese che stanno programmando i loro investimenti in beni strumentali.


Infatti il decreto legge interviene sulla disciplina dell’iperammortamento eliminando il vincolo geografico introdotto dalla precedente Legge di Bilancio 2026 come anticipato già da diversi esponenti del ministero.


Cosa cambia


L’articolo 7 del decreto modifica direttamente l’articolo 1, comma 427, della Legge n. 199/2025, sopprimendo il requisito che limitava l’agevolazione ai soli beni prodotti:


“in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo”.


Con questa modifica, l’accesso all’iperammortamento viene esteso anche ai beni prodotti al di fuori dell’UE/SEE, superando una restrizione che aveva suscitato dubbi tra operatori e imprese. La misura interviene su una disposizione recente della Legge di Bilancio 2026 che aveva introdotto per la prima volta il vincolo con l’obiettivo di sostenere la produzione europea, ma che aveva suscitato oltre alle “proteste” delle imprese produttrici di macchinari molte perplessità per la sua applicazione soprattutto per i beni immateriali (software e piattaforme). Tuttavia, il Decreto fiscale ne dispone ora la soppressione integrale, segnando un cambio di indirizzo nella politica industriale.
Eliminando il vincolo territoriale, il Governo punta a favorire una maggiore flessibilità per le imprese, incentivando allo stesso tempo nuovi investimenti in beni strumentali, indipendentemente dalla loro provenienza.
Si resta ora in attesa della pubblicazione del decreto attuativo e dell’apertura del portale GSE, passaggi fondamentali per rendere pienamente operativa la misura e consentire alle imprese di accedere concretamente all’agevolazione dell'iperammortamento 2026.