L'iperammortamento 2026 è in attesa dei chiarimento del Mimit e dell'attivazione del portale per la comunicazione di completamento, tuttavia, affidarsi ai futuri chiarimenti del Mimit senza una strategia può rivelarsi un errore fatale.
Molte aziende hanno già inviato la comunicazione preventiva sulla piattaforma del GSE o si apprestano a farlo. Tuttavia, su diversi aspetti operativi della comunicazione di completamento, le imprese sono ancora in attesa che il Ministero pubblichi la circolare esplicativa. Nello spirito di collaborazione e semplificazione della nuova agevolazione per gli investimenti in Industria 4.0, il Mimit aveva annunciato per l’estate la pubblicazione di una circolare in grado di chiarire molti nodi non trattati nello specifico all’interno dei decreti e delle circolari precedenti.
Questo ritardo significa che molti aspetti normativi e procedurali cruciali restano in sospeso, lasciando margini di incertezza che le imprese non possono permettersi di sottovalutare, soprattutto in vista della chiusura dell'anno fiscale.
L’agevolazione è legata a doppio filo all’anno di realizzazione dell’investimento e all’invio della comunicazione di completamento. Come indicato nell’articolo 4, comma 1, i due eventi devono cadere nello stesso periodo: la maggiorazione del costo di acquisto del bene «rileva a decorrere dal periodo d’imposta nel quale l’impresa trasmette al GSE la comunicazione di completamento degli investimenti, sempre che il bene oggetto di investimento sia entrato in funzione entro il medesimo periodo d’imposta».
Se un’azienda completa l’investimento nel dicembre 2026 (entrando in possesso del bene e mettendolo in funzione), ma invia la relativa comunicazione di completamento nel gennaio 2027, i due eventi non coincidono per annualità. In questo scenario, l’impresa rischia seriamente di non poter portare a bilancio 2026 l’iperammortamento. Al momento la normativa non disciplina espressamente la fattispecie in cui i due momenti cadono in esercizi diversi. Questo è uno dei nodi irrisolti che la circolare unica del Mimit (volta a raccogliere la prassi precedente integrata con le specificità della nuova misura) avrebbe dovuto sciogliere in modo definitivo.
In assenza di chiarimenti ufficiali, l’approccio più prudente è quello tutelativo. Questo metodo considera come data di riferimento non il semplice invio telematico della comunicazione sul portale, bensì la data di approvazione da parte del GSE, dal momento che la fruizione dell’agevolazione è comunque subordinata all'esito positivo delle verifiche dell'ente.
È bene tenere a mente i tempi tecnici di gestione:
- Il GSE ha 10 giorni dalla ricezione dell'invio per comunicare l'esito o richiedere integrazioni.
- L’impresa ha 10 giorni per integrare la documentazione.
- Il GSE ha ulteriori 10 giorni per rispondere.
Le aziende che intendono beneficiare dell'agevolazione già nell’esercizio in corso devono completare la pratica con almeno un mese di margine sulla fine dell’anno. Ciò significa assolvere tutti gli adempimenti entro la fine di novembre come limite massimo operativo, ovvero:
- Realizzare l’interconnessione del bene.
- Ricevere la perizia asseverata da parte di un perito o ingegnere iscritto all’albo e la certificazione contabile da parte di un revisore.
- Effettuare la conseguente comunicazione di completamento al GSE.
Affidarsi unicamente all'uscita del documento ministeriale per avviare l'iter comporta il rischio concreto di arrivare fuori tempo massimo entro la fine dell'anno. I processi necessari per accedere correttamente agli incentivi richiedono tempistiche rigorose che sia integrato da un concreto supporto tecnico sull’Industria 4.0:
- analisi preliminare dei requisiti di ammissibilità dei beni aziendali.
- coordinamento con i fornitori per la raccolta tempestiva della documentazione tecnica.
- pianificazione e la rapida realizzazione dell’interconnessione.
La nostra raccomandazione è quella di pianificare - per quanto possibile - per anticipare i tempi ed evitare di subire la stretta dei tempi a fine anno e i rischi legati ai disallineamenti temporali: la strategia più efficace oggi è passare a una pianificazione dettagliata.
Non è necessario (né prudente) attendere che ogni dubbio normativo venga sciolto per iniziare a muovere i passi preliminari. Si consiglia di suddividere il progetto di investimento in passaggi sequenziali, blindando da subito le scadenze e lasciando aperte solo le voci subordinate ai futuri chiarimenti ministeriali.