Consulenza Tecnica per Investimenti e Agevolazioni Transizione 4.0
La Transizione Industriale 4.0 rappresenta un’importante leva di crescita e innovazione per le piccole e medie imprese italiane, offrendo vantaggi sia operativi sia strategici e consentendo di accedere agli incentivi fiscali previsti, tra cui l’iperammortamento.
Boost Technology accompagna le aziende in un percorso completo e personalizzato, dall’analisi iniziale alla perizia asseverata, supportandole nell’accesso alle agevolazioni e nell’adozione efficace delle tecnologie 4.0. Ogni intervento viene calibrato sulle specificità della singola realtà imprenditoriale, valorizzandone le esigenze produttive e le opportunità di sviluppo.
La Legge di Bilancio 2026 prevede una nuova e interessante agevolazione per le imprese che effettuano investimenti tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028: l’iperammortamento.
In sostituzione dei precedenti crediti d’imposta 4.0 e 5.0, il nuovo meccanismo incentivante è basato sulla maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni –addirittura fino al 180% del costo di acquisto del bene - consentendo una deduzione extra ai fini IRES e IRPEF (non valevole ai fini IRAP) che si spalma lungo l’intero periodo di ammortamento.
Cos’è l’iperammortamento e come funziona?
L’iperammortamento consistenella maggiorazione del costo di acquisto di beni strumentali nuovi, sia materiali che immateriali (software), permettendo alle imprese di dedurre quote di ammortamento o canoni di leasing più elevati rispetto a quanto normalmente previsto dalla normativa correlata. In pratica, con l’iperammortamento non vengono direttamente ridotte le imposte, ma consente l’abbattimento dell’imponibile fiscale per mezzo della deduzione di quote di costo del bene maggiore rispetto al suo valore reale. La maggiorazione opera esclusivamente ai fini fiscali, mentre ai fini civilistici e contabili il bene è sempre rilevato al suo costo effettivo.
L’obbiettivo della misura è quello di incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione digitale e sostenibile delle imprese, destinati a migliorare la loro produttività, la loro digitalizzazione e la loro efficienza energetica.
Percentuale di maggiorazione del costo:
| Valore investimento | Maggiorazione costo | Beneficio fiscale stimato |
| fino a 2,5 milioni € | +180% | IRES al 24% --> 43,2% |
| per la quota oltre 2,5 e fino a 10 milioni € | +100% | IRES al 24% --> 24% |
| per la quota oltre 10 e fino a 20 milioni € | +50% | IRES al 24% --> 12% |
A chi è rivolto?
L’iperammortamento 2026 si applica a tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica o dalle dimensioni:
- società di capitali (SRL, SPA, SAPA);
- società di persone (SNC, SAS);
- imprese individuali in contabilità ordinaria;
- cooperative ed enti commerciali.
Possono accedere a tale agevolazione i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi. L’agevolazione è subordinata al rispetto delle normative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili a ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori (DURC regolare).
Sostanziandosi in un incremento degli ammortamenti deducibili, l’agevolazione non potrà essere goduta dai soggetti che determinano il reddito con criteri forfetari o con l’applicazione di regimi di imposta sostitutiva(circ. Agenzia delle Entrate/MISE 30.3.2017, n. 4/E, paragrafo 5.1).
Quali sono i beni agevolabili?
L’agevolazione riguarda investimenti in industria 4.0, digitalizzazione avanzata ed autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Sono, infatti, identificate due macro-categorie di beni:
- beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi negli allegati IV e V interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
- beni materiali nuovi strumentali all’esercizio dell’impresa, finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza.
A. Beni Materiali allegato IV
- Beni strumentali il cui funzionamento e' controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
- Sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità;
- Dispositivi per l'interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»;
- Beni strumentali per l'elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati funzionali alla trasformazione digitale delle imprese (novità):
- Infrastrutture di calcolo per intelligenza artificiale e simulazione;
- Infrastrutture di connettività industriale;
- Infrastrutture di sicurezza informatica OT/IT;
- Sistemi di machine vision;
- Esoscheletri industriali;
- Impianti HVAC dedicati ai processi produttivi.
Anche con questa nuova agevolazione a sostegno della digitalizzazione, sono esplicitamente esclusi tutti i beni informatici non direttamente coinvolti nei processi produttivi dell’azienda. In particolare, non rientrano nel beneficio eventuali PC, notebook e tablet, stampanti e scanner, apparati di rete domestici o da ufficio, sistemi di archiviazione non integrati con i processi industriali. Restano inoltre esclusi i beni destinati ad attività amministrative, contabili o di office automation non direttamente collegate ai processi produttivi.
B. Beni Immateriali allegato V
Beni immateriali (software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali) funzionali alla trasformazione digitale delle imprese. Rispetto alle precedenti agevolazioni questa categoria è stata ampliata inserendo nuove tipologie che includono AI avanzata, sostenibilità, nuovi paradigmi e realtà aumentata.
C. Investimenti in energia rinnovabile
L’iperammotamento mantiene l’agevolazione per impianti di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili oppure da energia rinnovabile, che proviene quindi da fonti di energia non fossili. L’impianto dovrà essere commisurato al fabbisogno energetico dell’azienda.
Per quanto riguarda il fotovoltaico, sono ammissibili esclusivamente gli impianti con:
- moduli fotovoltaici con celle, entrambi prodotti nell’UE, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;
- moduli sempre prodotti nell’UE composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’UE con un’efficienza di cella almeno pari al 24% iscritti nel registro ENEA.
Alcuni aspetti da considerare
Sono agevolabili esclusivamente gli investimenti in beni destinati a strutture produttive ubicate in Italia; restando esclusi quelli localizzati all’estero.
La norma prevede un vincolo territoriale per cui i beni oggetto dell’agevolazione devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo. Recentemente il vice-ministro Leo ha annunciato che il Governo ha intenzione di togliere questo vincolo della provenienza europea dei beni.
Documenti necessari
Allo stato attuale, sono necessari i seguenti documenti:
- Perizia Tecnica Asseverata che attesti i requisiti tecnici e di interconnessione dei beni; per i beni di valore inferiore ai 300.000,00 euro tale documento può essere sostituito dalla dichiarazione del legale rappresentante;
- Certificazione Contabile rilasciata da un Revisore Leale per la verifica delle spese;
- Certificato/Dichiarazione di Origine che attesti che il bene è prodotto nello Spazio Economico Europeo (requisito Eu) (requisito che dovrebbe essere eliminato a breve).
Tempi dell’investimento
L’iperammortamento 2026 si applica agli investimenti realizzati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Ai fini dell’accesso all’agevolazione rileva esclusivamente la data di effettuazione dell’investimento, individuata secondo i criteri fiscali di competenza previsti dall’articolo 109 del TUIR.La data dell’investimento varia in base alla tipologia di bene:
- Beni mobili: fa fede la data di consegna o spedizione o di trasferimento della proprietà, se successiva.
- Beni acquisiti in leasing: rileva la data di consegna del bene al locatario.
- Ordini e acconti: non sono rilevanti, salvo i casi di agevolazioni incompatibili.
In sintesi, né l’ordine né il pagamento consentono di accedere automaticamente al beneficio: ciò che rileva è il momento in cui il bene viene consegnato o la proprietà viene trasferita all’impresa.
Come funziona
L’accesso al beneficio sarà gestito dal GSE tramite una piattaforma appositamente sviluppata su cui effettuare le specifiche comunicazione sulla base di modelli e certificazioni standardizzate.
Al contrario delle precedenti agevolazioni quali credito d’imposta 4.0 e transizione 5.0, le comunicazioni non hanno lo scopo di prenotazione di risorse ma hanno solo la finalità di gestione e monitoraggio. Le procedure di comunicazione non andranno ad incidere sulla spettanza del beneficio ma costituiscono un adempimento formale necessario per la trasparenza degli incentivi legati alla digitalizzazione nazionale.
1. Fase preliminare – Pianificazione e Prenotazione
- Individuare i beni agevolabili e verificare se soddisfano i requisiti.
- Invio della Comunicazione Preventiva per ciascuna struttura produttiva.
- La comunicazione deve contenere: dati dell’impresa, tipologia degli investimenti (Allegati IV/V – Autoproduzione FER), importo previsto e calcolo della maggiorazione.
- Esito: il GSE verifica la richiesta e conferma la disponibilità delle risorse finanziarie.
2. Fase intermedia – Conferma (entro 60 giorni)
- Invio della Comunicazione di Conferma entro 60 giorni dalla risposta positiva del GSE.
- Requisito: versamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
3. Fase conclusiva – Completamento (entro il 15/11/2028)
- Completare l’investimento e mettere in funzione i beni.
- Ottenere tutta la documentazione tecnica rappresentata dalla perizia asseverata o una dichiarazione del produttore che certifichi i requisiti del bene.
- Invio della Comunicazione di Completamento al termine dell’investimento e comunque non oltre il 15 novembre 2028.
- Gestione dell’effetto fiscale applicando il beneficio in dichiarazione dei redditi, deducendo la quota maggiorata di ammortamento.
In conclusione il nuovo iperammortamento 2026 rappresenta un ritorno alla logica degli incentivi per gli investimenti innovativi. In questa ottica la pianificazione fiscale degli investimenti sarà decisiva per non perdere le agevolazioni disponibili.
In attesa del decreto attuativo che dettagli i molteplici aspetti della normativa, siamo a vostra disposizione per pianificare nel miglior modo possibile i vostri investimenti futuri.
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