Le imprese avranno più tempo per completare l’investimento e mantenere l’aliquota agevolata dell’anno 2021 pari al 50% del valore del bene acquistato.


Con il Decreto Milleproroghe D.L. n. 228/2021. le imprese avranno 6 mesi in più per beneficiare delle agevolazioni nella misura prevista dalla legge di per gli investimenti in beni materiali e immateriali ordinari e materiali Industria 4.0 , di cui è stato versato un acconto di almeno il 20% dell’ammontare dell’intero investimento entro il 31 dicembre del 2021.


Le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio nella Camera, hanno approvato un correttivo che fa slittare la data al 31 dicembre 2022, consentendo alle imprese di non perdere i bonus.




Attraverso il Decreto Milleproroghe D.L. n. 228/2021 approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, viene spostato il termine ultimo di fine investimento di e beni materiali e immateriali, sia ordinari che Industria 4.0, su cui è stato già versato un acconto di almeno il 20% nell’anno precedente e sia quindi stato formalmente accettato l’ordine di acquisto. La nuova data è il 31 dicembre 2022 e non più il 30 giugno 2022.


Il provvedimento risponde alle sempre più accorate richieste delle associazioni di categoria, ed in particolare Federmacchine, che hanno palesato l’oggettiva difficoltà di rispettare le consegne visto l’attuale contesto storico.
La situazione internazionale sta creando sempre maggiori problematiche nel reperimento delle materie prime e delle componenti elettroniche, che si riversano direttamente sull’operatività delle aziende del comparto produttori macchine. Queste circostanze hanno messo in serio dubbio la conclusione entro la fine di giungo di molti investimenti in beni materiali e immateriali Industria 4.0 prenotati entro il 31 dicembre 2021 con il conseguente slittamento di questi alle aliquote, però inferiori, previste per l’anno 2022.


Il provvedimento sposta la data di fine investimento al 31 dicembre 2022 dando più tempo per concludere l’investimento e mantenendo invariata l’agevolazione del credito d’imposta.